
"Poesia. Non è da tutti ritornare alla pubblicazione dopo anni e sostenere la continuità qualitativa. L’inquietante copertina in qualche modo si riflette in questa poetica che fa della parola l’atto dell’essere — ‘Ma al di là di ogni parola c’è un | silenzio’ (La linea d’ombra, vv. 13-14). Qui sta l’idea del discorso di Crocetti: svelare l’oltre attraverso la scrittura, penetrarlo con metafore o senza. La musicalità: esemplare, e valga per tutte le liriche il Frammento (p. 45): certamente frammentazione del verso, con endecasillabi frazionati – es. ‘Sottile e calmo avanza | l’indicibile’ – le cui parti ‘a maiore’ trattengono il settenario; insieme alla tecnica, che diviene significante metrico, è la sostanza a rappresentare la poesia nella sua pienezza." (Luciano Nanni)
"...le poesie di Crocetti, pur mantenendo quella realtà che non ci fa perdere il senso delle cose, hanno qualcosa di magico, qualcosa che ci costringe ad abbandonare la percezione e procedere con altri sensi, per esempio la fantasia, il silenzio delle cose, che non è fini in fondo percepibile, l'indicibile, infine, che dà a queste poesie la bellezza.
...che ci distacca dalla realtà e ci apre all'altro versante delle cose. C'è un Dio che regola tutto, che dona i suoi segreti, anche se non potete chiedermi di quale Dio si tratti..." (Roberto Carifi)
Umberto Crocetti costruisce una silloge compatta e delicata, in cui compaiono fortemente echi di un immaginario sospeso tra illusione e intromissione fatidica del reale.
L’autore si contraddistingue per una scrittura incantata, come esplica nella prefazione Roberto Carifi, parlando di una poesia che “apre un istante incantato nel cuore”, compiendo un viaggio metafisico attraverso la memoria e il proprio quotidiano. “ (…) mi strapparono il cuore, | con ferocia e maestria, | vi piantarono un chiodo | e risero di gusto.”
Percorre con visioni spesso oniriche, intense e surreali, spaccati che descrivono e contrappongono la “delicatezza” del poeta con la furia acuta del mondo e la sua ineluttabile follia distruttrice.
Si tratta di una scrittura poetica intrisa di melanconia e religiosità, che segna evidentemente per l’autore un punto cardine del suo percorso esistenziale, un elemento che si fa insieme miraggio e concretezza, accoglimento e perdita: “mi volto, quasi a cercare la tua assenza, | vedo quel vento muovere le spighe, | spingo avanti il mio passo e dentro il petto | tintinna il suono | della tua cavigliera.”
Magia e fantasia si susseguono in un crescendo emotivo che delinea per il lettore quasi una dimensione narrativa per l’intera silloge, che si riesce a seguire come un racconto intimo e umanissimo in cui cogliere una ricerca dialettica avida di sentimento.
Con acuta predisposizione per l’immagine Umberto Crocetti scrive versi liberi all’insegna di una interiorità trasmessa sulla pagina da un silenzio “liberato”, un intimità raccolta e insieme conscia della sua rappresentazione nella costruzione poetica.
Il canto delle bambole (link per accedere direttamente alla Casa Editrice)
www.libreriauniversitaria.it/canto-bambole-crocetti-umberto-masso/libro/9788860391483






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